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Lavoriamo con la pannocchia per costruire la logica
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Dal Bon Paolina - relazione per esame del Master
 
LA COSTRUZIONE DELLA LOGICA
 
Ovvero come introdurre i bambini dell’infanzia alla comprensione e all’uso di un codice elaborato
 
Di seguito viene descritta un’esperienza di piccolo gruppo dove emergono i passaggi significativi della costruzione della mappa semantica  partendo dall’esperienza pratica, percettiva che va a costruire e consolidare la mappa episodica (comportamenti emotivi e percettivi). 
La costruzione del pensiero per usi cognitivi nel periodo preoperatorio parte dalla ricchezza di esperienze pratiche codificate verbalmente, iniziando dalle autonomie personali dell’alunno che costituiscono il vivere quotidiano.  Risulta quindi determinante per il bambino, anche piccolissimo, poter essere messo in condizione di provare a “fare da solo” sia nelle autonomie personali che domestiche, incoraggiandolo a costruirsi il maggior numero di contenuti pratici, ma sia guidato contemporaneamente ad associare tali abilità a parole e frasi della lingua materna, garantendogli in tal modo la possibilità di una costruzione stabile, certa e  facilmente evocabile della mappa semantica. Dall’integrazione delle due mappe dipende la capacità di codifica e decodifica del pensiero.  Risultati immagini per pannocchia
Il rischio che le attuali nuove generazioni corrono è un ingorgo percettivo non organizzato che genera un’incapacità nella codifica del linguaggio adulto (non essere in grado di evocare e rappresentare mentalmente i significati concreti a cui si riferisce) con conseguente caduta della stima di sé o di diffidenza generalizzata verso un mondo che non riconosce e non rispetta più il percorso umano dell’approccio alla conoscenza.
Il metodo più rispettoso dell’approccio alla realtà tipico della prima infanzia è il metodo induttivo che si propone di indurre, guidare gradualmente ogni bambino nel legare la parola ad ogni gesto o pensiero percettivo-pratico in cui sono coinvolti i 5 sensi e le due intelligenze personali.
Mentre prendo la pannocchia allungo il braccio –senso motorio; afferro con la mano e percepisco con il tatto le caratteristiche fisiche, liscia / ruvida, fredda; con la vista percepisco i colori, la forma, la grandezza; con l’olfatto l’odore della brattea secca; se assaggio un chicco ho il senso del gusto attivato... tutti questi impulsi percettivi vanno a formare nel cervello quella rete neuronale della mappa episodica che è la prima a costruirsi e, se continuamente e ripetutamente associata alla parola, porta  alla conoscenza certa, stabile e facilmente evocabile della mappa semantica.
Questa forma di insegnamento conduce gradualmente alla costruzione, alla comprensione e all’uso di un codice elaborato che porta al linguaggio- discorso.
 
E’ un circolo virtuoso che genera una sensazione di piacere e di benessere, aumenta la motivazione, aggiunge dosi di autostima perché ogni bambino riesce ad afferrare una pannocchia, a provare le sensazioni che altri descrivono e a dire quello che si è capaci di riconoscere, perché si parte sempre da ciò che si sa
Le relazioni fra pari e con l’adulto che  si istaurano nel processo conoscitivo  vanno a formare, avviare, modellare  e consolidare le intelligenze personali. Tanto più il gruppo di lavoro è piccolo tanto più il processo è incidente.
Negli anni della scuola dell’infanzia, il numero massimo per ottenere i migliori risultati nel piccolo gruppo è di cinque bambini. 
 
Motivazione e ricerca della stima sono connaturate con il nostro istinto di sopravvivenza tanto che fin dalla nascita, il bambino è motivato a mangiare e a “piacere” a chi si prende cura di lui. Più il bambino è piccolo più la cura sarà individuale, più cresce, più la cura potrà essere condivisa aiutando il bambino a decentrarsi dalla simbiosi materna. E’ compito della famiglia occuparsi principalmente delle cure individuali e successivamente di aiutare il bambino a costruirsi il maggior numero di autonomie personali, di introdurlo all’ordine pratico e al rispetto delle più elementari regole di convivenza sociale. 
E’ compito della scuola entrare, supportare e ampliare ciò che la famiglia ha costruito 
Nella sua specificità, dopo aver costruito una buona relazione con il  bambino, la scuola oggi ha il carico di ordinare e costruire le due sottomappe che, se non sufficientemente integrate, danno origine ad insuccesso scolastico con conseguente caduta della stima di sé e della motivazione.
 
Il passaggio da un codice ristretto tipico dell’ambito familiare dove il linguaggio ha una funzione strumentale e serve per chiamare, chiedere, mostrare, aggredire ad un codice elaborato, dove prevale lo scopo cognitivo implica un processo di osservazione che guardi al comportamento spontaneo come somma di autonomie pratiche, alla capacità di codificare tali autonomie e di comprendere i contenuti e le relazione presenti nel suo pensiero. I contenuti si deducono dal vocabolario e le relazioni dall’uso della sintassi. Grazie al piccolo gruppo nella scuola dell’Infanzia i contenuti del pensiero sono facilmente individuabili come appare evidente  se ci sono o no i collegamenti  fra più contenuti attraverso l’utilizzo della sintassi dove si esplicitano le relazioni logiche
Le relazioni logiche sono alla base del linguaggio per usi cognitivi che i bambini dovranno affrontare nei percorsi scolastici successivi e nella società. Individuano le azioni, le parti delle quali è composto il tutto, le caratteristiche o attributi , lo spazio , il tempo, il modo e la causa. Nell’esercitare tali paragoni il bambino può essere accompagnato a costruirsi una procedura di approccio alla realtà utile in ogni momento ed in ogni contesto come si può dedurre dall’esperienza in seguito riportata
 
 
LA PANNOCCHIA    
 
1 fase
Con il materiale presente portato da un bambino….
Brainstorming in piccolo gruppo  (per vedere le conoscenze già in possesso)
“ Che cos’è ? che cosa sono?” 
“ Chi non le ha mai viste prima?”
“ Dove le abbiamo viste?”
“ Cosa sappiamo della pannocchia?” 
“ Dove crescono?”
“ Come sono fatte?” 
“ A cosa assomiglia ?”
“ Cosa si può fare con le pannocchie?”
 
Ogni bambino  potrà dire ciò che sa e chi non sa può ripetere ciò che è stato detto.
L’insegnante fa la sintesi del già conosciuto
 
2 fase
Ogni bambino osserva e descrive la pannocchia che ha in mano
Nella descrizione possono emergere o no termini corretti, l’insegnante li fornisce se non emergono: Pennacchio- Gambo- Brattee -Pannocchia –Chicchi- Tutolo
“come sono fatte?” “di che colore sono?” “dove si trovano?” far notare lo spazio fisso (il pennacchio sta in alto, le radici in basso)
 
I bambini nell’osservare saranno tentati di fare delle AZIONI: “sbucciare” la pannocchia ,allora gli si potrà chiedere 
“cosa stai facendo ora?”
E ripetere la domanda alle azioni successive 
“e ora cosa stai facendo?” (togliere i chicchi, sgranare) 
Nella sintesi far emergere lo spazio fisso(fuori c’è …appena dentro ci sono…ancora più dentro..) ecc.
 
Le varie azioni possono venire fotografate per poi fare il lavoro di decodifica la volta successiva (nel gruppo classe) In due diversi pomeriggi/ settimane per aiutare a distinguere le due diverse procedure si può fare    
a) il cartellone della descrizione delle parti
b) il cartellone delle azioni (sequenza) 
 
3 fase 
Con le pannocchiette si può rifare il procedimento delle esperienze precedenti, scoprire le differenze/ uguaglianze – forma, colore, dimensioni- e infine fare i pop-corns. 
Ogni bambino potrà eseguire tutti i passaggi e ripetere verbalmente “ora metto un goccio d’olio, poi verso alcuni chicchi nella padella, poi copro la padella con il coperchio e aspetto..ecc..”
 
Come per le esperienze precedenti, in un secondo momento e con il gruppo classe si può riassumere la procedura attraverso      
c) il cartellone del “la ricetta dei pop-corns” (sequenza)
si può inventare una filastrocca…o imparare una poesia oltre al disegno dell’esperienza
 
4 fase
Un’altra opportunità offerta da questo frutto tutto  intero…..
Cuocere la pannocchia nell’acqua bollente e si ottiene il “Mais Lessato”
Dopo la sintesi dei dialoghi emersi e l’assaggio, si propone la rappresentazione grafica dell’esperienza su di un foglio A4, diviso in 4 spazi per i b. di 5 anni.
In un secondo momento l’insegnante predispone una sequenza da ritagliare e riordinare. Infine viene documentato il momento attraverso dei cartoncini da utilizzare come sequenze nei momenti di “gioco libero”
 
5 fase
Utilizzando i chicchi e il pestello, sbriciolare fino ad ottenere la “farina di mais”
Domande guida
"Chi conosce questo utensile?"
"A cosa serve?"
"Da chi l’avete visto usare?"
"Dove l’avete visto usare?"
"Come è fatto?"
"Di che materiale è costituito?"
Ecc….se non emerge l’uso facciamo la copia dal vero dell’utensile e chiediamo ai bambini di “fare” un’indagine a casa;  riprenderemo l’esperienza la volta successiva 
 
Se emerge l’uso …
"Cosa si può fare con questa farina?" 
"Come si fa a cuocere la  polenta?"
Facciamo la polenta….
 
Nel tempo “gioco” si può utilizzare la farina per il pregrafismo
 
6 fase e successive mantenendo lo schema della procedura indicata.
Codifica differita attraverso l’uso delle foto delle azioni di una esperienza alla volta.
 
Dapprima secondo l’ordine dato dalla singola esperienza, poi, quando i bambini dimostrano una comprensione corretta della sequenza fare il gioco del “scegli la carta”:
L’insegnante fa scegliere ad un bambino alla volta una “carta” (la foto in questo caso) fra le 4 che lei ha disposto capovolte sul tavolo e gli chiede di descrivere il momento; successivamente si può chiedere: “sapresti dire cosa è successo prima? E dopo?” e via così fino a che tutti i bambini avranno preso,  spiegato e messo nella posizione corretta la loro foto. Il bambino rimasto senza, farà il “vento dispettoso”, che sparpaglia le carte e sarà poi il primo a riprendere il gioco. (uno a turno sarà il vento dispettoso)
 
Le storie via via vissute e poi ricostruite attraverso le 4 sequenze (fino ad 8 alla fine dell’anno per i b. di 5 anni), diventano materiale disponibile nella scatola delle “storie in sequenza”. Reperibile in ogni momento dell’anno scolastico.
 
 
OSSERVAZIONI E SINTESI
L’esperienza dimostra quanto sia altamente motivante e significativamente gratificante un approccio concreto, linguisticamente supportato e ripreso nel tempo senza che nel bambino scatti né noia né frustrazione. 
I bambini riproponevano in classe, nei giochi simbolici e di ruolo, i momenti vissuti nel  piccolo gruppo
Inoltre va sottolineato che i bambini, lasciati liberi di prendersi i giochi da tavolo, preferiscono l’uso di questo materiale prodotto in classe piuttosto che scegliere sequenze poco attinenti  alla loro esperienza. 
Si è verificato che bambini, la cui costruzione mentale della sequenza aveva bisogno di essere consolidata, prediligevano scegliere i “loro” giochi da tavola piuttosto che fare altri tipi di giochi. 
 
Da quanto descritto risulta evidente che tutto ciò che viene pensato e posto nello spazio classe concorre a stimolare, rafforzare, consolidare e ampliare la costruzione delle strutture di base del pensiero entrando a pieno titolo nella didattica .

Dizionario galileiano

· La mente e i suoi processi
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